venerdì 1 febbraio 2019

Lui è tutto il mio mondo


“Ti amo Laura come non ho mai amato nessuna in vita mia, non lasciarmi mai. Non mi devi mai lasciare, Tu sei mia. Ricordatelo sempre.”
Ecco, di nuovo quelle parole. Il mio ego si fortifica e mi sento importante. Sì, è lui l’uomo della mia vita, invecchieremo insieme!
Appena il tempo di ricomporci e mi rendo conto che il mio bel cappottino bianco firmato, ormai ha pulito il pavimento. Ora che m'invento quando torno a casa?
“Scusa per quello che ho fatto, non me l’aspettavo, non so cosa mi sia preso.”

“E di che? È sempre un piacere,” e mi fa l’occhiolino.
“Scemo, ho capito questo doppio senso, in ogni caso ci siamo giocati l’aperitivo da Luca, devo scappare, ci sentiamo dopo.” Bacio a stampo e scappo via come se avessi rubato le caramelle in un negozio.
Sono frastornata da quanto è accaduto, non so perché mi viene da pensare allo gnomo. Strano, perché ormai è uscito dalle nostre vite. Eppure avverto la sua presenza nei miei pensieri, suscita in me apprensione e malumore. Non so. Forse sono solo inutili preoccupazioni.

Arrivata a casa, riesco fortunatamente a giustificare piuttosto bene il grigio topo del mio cappottino bianco firmato, anche perché mia madre lo nota subito.
“Che palle mamma, ho dovuto far vedere un immobile mezzo diroccato in via Garibaldi e mi sono appoggiata ad una specie di piccionaia che c’era all’ingresso, per fortuna me ne sono accorta altrimenti sarebbe anche più sporco!”

Ecco avevo inventato un’ottima scusa, l’ennesima direi. Sì, perché ormai, per coprire la mia storia con Marco, non facevo altro che raccontare bugie a mezzo mondo, e dal quel mezzo mondo mi allontanavo sempre di più. Quasi senza accorgermene, stavo perdendo le amiche, non uscivo più con loro, ed anche le sere in cui non ci vedevamo con Marco, me ne stavo a casa. Esisteva solo lui. La mia vita sociale si era ridotta alle ore che trascorrevo in ufficio a lavorare. Per il resto non avevo più interessi, per niente e per nessuno. La mia dipendenza fisica, affettiva e soprattutto mentale peggiorava, anche tutto questo avrebbe avuto un senso. L’avrei capito molto presto.

Brano tratto da “Bordeline: quando una donna ama” di Antonella Contu


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