giovedì 31 gennaio 2019

Una coppia normale?


Erano passati Natale e Capodanno. Avevo trascorso le feste di Natale come sempre, con la mia famiglia. Quello che avevo pensato ed immaginato nella mia testa non si era avverato. Noi non eravamo una coppia normale. Da quell’ultima sera sul lungomare Marco era sparito nuovamente. Solo una telefonata dello gnomo, ricevuta il giorno di Natale per farmi gli auguri, aveva svelato il mistero. Marco era tornato da Lei. Con lei aveva trascorso le feste, con Lei aveva ricominciato ad uscire.

Io ero tornata nel baratro della mia disperazione. Mi aveva giusto mandato un messaggio per gli auguri a cui, vinta dalla rabbia, non avevo nemmeno risposto. Fino a quando, agli inizi di febbraio, aveva cominciato ad inviarmi strani messaggi.

Aveva rincominciato a parlarmi di musica, dell’amore per me, del fatto che fossi il grande amore della sua vita, che Lei non contava niente. Sicuramente aveva avuto bisogno di soldi o di chissà cos’altro, quindi era stato costretto a tornarci insieme. Del resto, da quel punto di vista, io non avrei mai potuto aiutarlo. Gli avevo già prestato dei soldi a suo tempo, e non me li aveva mai restituiti. Da parte mia, non avevo nemmeno mai avuto il coraggio di chiederli indietro, e quando avevo capito che la cosa sarebbe diventata routine, avevo messo le cose in chiaro.

Mai più, non posso e non voglio.

I messaggi intanto continuavano. Regolari ed immancabili.
“Mi manchi”, “ti penso”, “allora? Quando ci vediamo?” “Pizza e birra come ai vecchi tempi”?
Li avevo ignorati tutti, fino ad una sera in cui, vinta da non so quale senso di colpa e da un’infinita nostalgia, decisi di accettare un suo invito ad uscire. L’avevo messo in conto. Pensato, soppesato e mi ero detta “la prossima volta che mi chiede di uscire, accetto.” Così feci. Erano più di tre, forse quattro mesi che non lo vedevo, quindi ansia come sempre. Cosa mi metto, come mi vesto e bla bla bla.

Brano tratto da “Bordeline: quando una donna ama” di Antonella Contu

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